Contro le Privatizzazioni, i Tagli ai Salari ed ai Servizi; per la Nazionalizzazione del Trasporto Pubblico sotto il controllo dei Lavoratori
ATAC
– ROMA
L' azienda versa in
condizioni pessime sia a causa dei tagli nazionali al TPL e sia per un
indebitamento strutturale di 1,6 miliardi di euro. Contro la mala gestione, gli
straordinari obbligatori, i bassi stipendi, il taglio delle ferie, il mancato
pagamento del premio di produzione (300 euro) da 4 anni, lo stato fatiscente
dei mezzi, e la legge antisciopero, i lavoratori nei primi giorni di Novembre
hanno intrapreso tre giornate di
scioperi e mobilitazioni senza
preavviso.
AMT
– GENOVA
Il 22 Novembre, alla
storica Chiamata del porto, si svolge un’assemblea con quasi 3000 lavoratori in cui si discute dell’accordo
che il giorno dopo le burocrazie sindacali avrebbero firmato. Nel frattempo il
servizio è autosospeso dai lavoratori da 5
giorni. La lotta prosegue e solo dopo cinque giorni si conclude con
un'assemblea pilotata dai burocrati sindacali per far passare un'intesa che non
prevede più i tagli ai salari ma taglia le linee collinari e quindi i posti di
lavoro e non cancella la privatizzazione, ma soltanto la rinvia. Senza contare
che già da subito viene istituita una
società privata che gestirà l'azienda trasporti genovese per conto del Comune.
L'accordo è approvato da una risicatissima maggioranza di lavoratori in
un'assemblea farsa.
ATAF
– FIRENZE
Il 4 dicembre, con
quasi 1000 lavoratori di ATAF in
corteo (e delegazioni di tranvieri di Genova e Roma), e il blocco totale del trasporto pubblico, ha inizio la lotta radicale
dei tranvieri di ATAF, durata ben 3
giorni, contro gli effetti della privatizzazione dell'Azienda:
licenziamenti, tagli di stipendio e al servizio, e la recente ipotesi di
spacchettamento.
Queste tre radicali
lotte nate dal basso, succedutesi in tre diverse città ed a distanza
ravvicinata le une alle altre, hanno avuto come denominatore comune i seguenti
fattori:
- · Contro le Privatizzazioni;
- · Contro il parere delle principali burocrazie sindacali;
- · Contro le giunte comunali di centro sinistra (sia quelle PD che quelle “arancioni”);
- · Contro la legge 146/90 voluta a suo tempo proprio dalle burocrazie sindacali di Cgil Cisl e Uil.
Ma anche il risultato
finale ha purtroppo avuto un comune denominatore: la fine degli scioperi ed il semplice rinvio dei
processi di privatizzazione delle aziende di TPL scaturiti dai successivi
accordi firmati dalle burocrazie sindacali.
Queste giornate di Lotta di Classe sono un patrimonio che
non può essere dimenticato e costituiscono una solida base da cui ripartire per
iniziare finalmente la costruzione di una piattaforma
di lotta con un programma radicale, di classe, chiaro tanto quanto quello
messo in atto dai padroni:
- · Formazione della cassa di resistenza, coprirsi le spalle economicamente;
- · Generalizzazione della lotta e coordinamento con i lavoratori delle altre aziende di TPL, per sovvertire i rapporti di forza a favore dei lavoratori contro il padronato, le giunte comunali;
- · Creazione di un Comitato di Sciopero eletto dall'assemblea, per avere un’alternativa di lotta alla gestione filo-padronale delle burocrazie sindacali.
Napoli,
17/12/2013
Partito Comunista
dei Lavoratori –
Napoli
Facebook: Pcl Napoli
Nessun commento:
Posta un commento
Partito Comunista dei Lavoratori - Napoli
Sezione "Rosa Luxemburg"