giovedì 8 novembre 2012

Una grande piazza operaia contro Marchionne

Il Partito Comunista dei Lavoratori conferma la propria presenza alla manifestazione di sostegno alla lotta degli operai Fiat ed Indotto che si terrà Sabato 10 Novembre a Pomigliano d'Arco (appuntamento ore 10.30 stazione vecchia) indetta dalla Confederazione Cobas.


Di seguito trovate il volantino che distribuiremo durante la manifestazione:


Una grande piazza operaia contro Marchionne

La risposta alla crisi del capitalismo è la lotta di classe!

Dinanzi ai ripetuti attacchi padronali “targati” FIAT, che vanno dall’introduzione del famigerato Piano Marchionne all’aumento della cassa integrazione e dei licenziamenti fino alla completa chiusura degli stabilimenti,  la classe operaia deve fornire una risposta altrettanto netta e radicale, “licenziando” i responsabili sindacali e politici, di centrodestra e centrosinistra, che hanno da sempre avallato (e pubblicamente lodato) gli interessi dei grandi gruppi industrieali come la Fiat.

Il forte arretramento sul terreno dei diritti dei lavoratori e l’attacco alle conquiste che la classe operaia aveva strappato alla borghesia grazie a decenni di lotta (e non certo grazie al PCI del compromesso storico con la Democrazia Cristiana, che più di tutti rappresentava allora il “partito dei padroni”), come lo Statuto dei lavoratori, e in particolare l’articolo 18, devono essere risolutamente rigettati attraverso un’energica risposta di piazza. Quest’ultima, però, per essere realmente efficace, deve porre al centro del dibattito la parola d’ordine della nazionalizzazione delle aziende in crisi, a partire proprio dalla Fiat, sotto il controllo dei lavoratori e senza alcun indennizzo per i padroni!


Pertanto, se la radicalità di Marchionne ha portato all’espulsione di 3.000 operai nel solo stabilimento di Pomigliano, ebbene la radicalità della risposta operaia, e i lavoratori della Fiat non possono che avere un ruolo d’avanguardia in tale risposta, deve esigere l’immediata cacciata degli artefici di questa crisi economica e porre le basi per la costruzione di un nuovo “modello di Governo operaio”, capace di costruire una reale solidarietà di classe, di far coincidere le esigenze e le necessità di tutti gli sfruttati di questo sistema, di abolire il principio capitalistico della sfrenata ricerca del profitto ai danni della dignità umana di ogni lavoratore



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