giovedì 30 agosto 2012

Dalla Carbonsulcis esploda la lotta dura


Dalla Carbonsulcis esploda la lotta dura

L’esempio della lotta dura, adottata in questi giorni dai minatori della Carbonsulcis, deve essere raccolta ed estesa velocemente  a tutta la classe lavoratrice che da anni sta pagando a caro prezzo il costo di una crisi generata dal fallimento delle politiche portate avanti dai precedenti governi Prodi (centrosinistra), Berlusconi (centrodestra) e dall’attuale governo Monti\Napolitano (con l’appoggio bipartisan di Pd,Pdl ,Udc,Fli) che favorisce le grandi rendite dell’alta industria e dell’elite bancaria.

L’esasperazione dei minatori, dovuta da tempo alla mancanza di prospettive ed al destino di chiusura per lo storico sito minerario di Nuraxi Figus (Carbonia-Iglesias), ha scatenato, giustamente, l’occupazione della loro miniera a circa 400 mt di profondità. Se il governo continuerà a non garantire nessun futuro ai lavoratori,visto che l’Enel non ha alcun interesse per progetti di riconversione ecosostenibile, quest’ultimi saranno disposti a tutto, se è necessario anche ad utilizzare il tritolo, pur di non perdere il proprio posto di lavoro.

Dopo queste forti dichiarazioni, gli sciacalli politici (centrodestra e centrosinistra) e sindacali si sono apprestati a difendere ipocritamente i lavoratori della Carbonsulcis, ovviamente adottando la classica consuetudine dei tavoli concertativi, dove essi possono dar l’illusione di aver strappato grandi risultati, quando alla fine beffardamente tutto rimarrà invariato. Del resto poi  le colpe di questo disastro economico sono da imputare a questi rappresentanti della borghesia che da sempre hanno affossato i salari e i diritti di tutta la classe lavoratrice che si sente disorientata dinanzi agli attacchi della classe padronale.

Per questo motivo, come Partito Comunista dei Lavoratori, appoggiamo fortemente la coraggiosa e forte scelta dei minatori della Carbonsulcis di aver occupato la miniera ad oltranza. Questo pero è sempre e solo un primo passo importante, perche non vogliamo far dimenticare agli stessi lavoratori che la crisi attuale non concede alcuno spazio di trattativa (vedi le parole di Monti in merito) o di eventuali concessioni, visto che le manovre economiche in atto devono ripagare e tutelare le enormi perdite che grandi istituti di credito e grandi industrie stanno subendo per loro mano.

Quindi la richiesta di migliori condizioni oggettive va, in tutti i casi, accumunata alla logica della formazione di un fronte unitario di tutte le vertenze in crisi, capace quest’ultimo di rinsaldare i rapporti solidaristici fra gli stessi lavoratori nella prospettiva di lottare lo stesso nemico che si annida prepotentemente sulle loro teste.

Pertanto bisogna legare la memoria alla pratica degli strumenti reali di difesa (scioperi,espropri,comitati di fabbrica,comizi ect) che la storia del movimento operaio internazionale ricordi: ossia quando si doveva lottare contro la classe dei padroni per la difesa dagli attacchi sferrati dal capitale , ma anche quando, in determiante fasi, si maturava la reale prospettiva di cambiamento rivoluzionario  e di costruzione di una nuova  società che possa definitivamente  distruggere le vecchie disuguaglianze e le ingiustizie sistematicamente perpetrate dalla borghesia; di conseguenza esse possono essere portate a termine soltanto da un vero Governo dei lavoratori , che come ci prospettiamo, saprà certamente adempiere a questo dovere storico.

Ps
Esprimiamo tutta la nostra vicinanza e  la nostra solidarietà al lavoratore  Stefano Meletti ed a tutti i suoi compagni di lotta. 

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Partito Comunista dei Lavoratori - Napoli
Sezione "Rosa Luxemburg"