martedì 21 agosto 2012

A 72 anni dall'assassinio del rivoluzionario Lev Trotsky

A 72 anni dall'assassinio di Lev Trotsky, per mano dei vili sicari di Joseph Stalin, vogliamo ricordare una delle figure storiche del marxismo rivoluzionario  che, come tanti , ha pagato con la vita la sua difesa incondizionata agli ideali rivoluzionari ed alla necessità della lotta contro lo stalinismo, cancrena di un regime burocratico dispotico ed oppressore delle masse sovietiche. Trotsky fu uno dei principali artefici  sia della prima rivoluzione del 1905, rivestendo la carica di Presidente del Soviet di Pietroburgo, e sia  della presa del Palazzo d'Inverno nell'Ottobre del 1917, ponendosi sotto istruzione di Lenin a capo della grandiosa Armata Rossa che sconfiggerà l'esercito bianco delle potenze imperialiste. La rivoluzione d'Ottobre stabilì le basi (successivamente tradite dalla burocrazia stalinista) per l'edificazione di una società socialista. Insieme a Lenin, Trotsky  può essere considerato una delle figure chiavi del marxismo contemporaneo; il tempo non ha mai invecchiato i suoi preziosi insegnamenti  che il nostro partito quotidianamente trasmette a tutti i futuri militanti dediti alla causa rivoluzionaria, facendo capire loro la necessità dei compiti storici delle masse lavoratrici sfruttate che forza di cose debbano portare al rovesciamento del sistema capitalistico ed il successivo passo verso il raggiungimento e l'edificazione di una vera società comunista, quest'ultimo sistema, infatti, creerà le condizioni storiche nelle quali le masse lavoratrici acquisiranno una personalità, una dignità, una cultura, per le quali diventeranno spirito creatore di progresso e di bellezza, spezzando definitivamente le catene dell'odio e delle disuguaglianze  fra gli uomini.

Ricordiamo il celebre rivoluzionario con il suo testamento scritto nel Febbraio del 1940:


"La mia pressione alta (e in continuo aumento) inganna chi mi sta vicino sullo stato reale della mia salute. Sono attivo e abile al lavoro, ma la fine, evidentemente, è vicina.
Queste righe saranno rese pubbliche dopo la mia morte. Non ho bisogno di confutare ancora una volta le stupide e vili calunnie di Stalin e dei suoi agenti: non v' è una macchia sul mio onore rivoluzionario. Né direttamente né indirettamente non sono mai sceso ad accordi, o anche solo a trattative dietro le quinte, coi nemici della classe operaia. Migliaia d'oppositori di Stalin sono cadute vittime d'accuse analoghe, e non meno false.
Le nuove generazioni rivoluzionarie ne riabiliteranno l'onore politico e tratteranno i giustizieri del Cremlino come si meritano.
Ringrazio con tutto il cuore, gli amici che mi sono stati fedeli nei momenti più difficili della mia vita. Non ne nomino nessuno in particolare, perché non posso nominarli tutti. Mi ritengo tuttavia nel giusto facendo un'eccezione per la mia compagna, Natalja Ivanova Sedova. Oltre alla felicità di essere una combattente per la causa socialista, il destino mi ha dato la felicità d'essere suo marito. Durante i circa quarant'anni di vita comune, ella è rimasta per me una sorgente inesauribile d'amore, di generosità e di tenerezza. Ha molto sofferto, soprattutto nell'ultimo periodo della nostra esistenza. Mi conforta tuttavia, almeno in parte, il fatto che abbia conosciuto anche giorni felici.
Per quarantatré anni della mia vita cosciente sono rimasto un rivoluzionario; per quarantadue ho lottato sotto la bandiera del marxismo. Se dovessi ricominciare tutto dapprincipio, cercherei naturalmente di evitare questo o quell'errore, ma il corso della mia vita resterebbe sostanzialmente immutato. Morirò da rivoluzionario proletario, da marxista, da materialista dialettico, e quindi da ateo inconciliabile.
La mia fede nell'avvenire comunista del genere umano non è meno ardente, anzi è ancora più salda, che nei giorni della mia giovinezza.
Natascia si è appena avvicinata alla finestra che dà sul cortile, e l'ha aperta in modo che l'aria entri più liberamente nella mia stanza. Posso vedere la lucida striscia verde dell'erba ai piedi del muro, e il limpido cielo azzurro al disopra del muro, e sole dappertutto.
La vita è bella. Possano le generazioni future liberarla da ogni male, oppressione e violenza, e goderla in tutto il suo splendore."


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